Il prossimo 22 giugno scadranno i termini fissati dal Decreto Interministeriale del 12 ottobre 2015 per l’adeguamento da parte delle Regioni al nuovo quadro giuridico tracciato dal Jobs Act in materia di apprendistato di alta formazione e ricerca. Decorsi tali termini, la nuova regolamentazione sarà pienamente operativa in tutto il territorio nazionale, così come le nuove previsioni sugli aspetti retributivi applicabili a tutti gli apprendisti di alta formazione e ricerca assunti a decorrere dal 23 giugno 2016. Continua a leggere...

Cambia il mondo del lavoro, cambiano le esigenze delle imprese, cambia il modo di fare placement. Nascono nuovi mestieri, nuovi modi di lavorare e di fare impresa. È la grande trasformazione del lavoro, quella dell’industry 4.0., della sharing economy, dei makers. Non si tratta scenari avveniristici. Il Word Economic Forum ci ricorda che i principali cambiamenti si verificheranno da qui ai prossimi cinque anni e che il prezzo che potremmo pagare, in assenza di una precisa strategia, rischia di essere molto alto: disoccupazione tecnologica di massa, obsolescenza di professionalità e competenze, aggravamento del già marcato disallineamento tra domanda e offerta di lavoro con una definitiva marginalizzazione dell’Italia nello scenario economico globale.

Il futuro, insomma, è già arrivato ma come si stanno attrezzando le imprese, le istituzioni e gli attori del mercato del lavoro? Qual è stato l'impatto di questi cambiamenti sul modo di fare placement e di fare università? Come influiscono questi cambiamenti nella gestione delle risorse umane e nelle transizioni occupazionali?

A questi interrogativi abbiamo cercato di rispondere con un progetto concreto, IRoad, che nasce nell'ambito di un contratto di rete con l'obiettivo di innovare il modo di fare placement, promuovendo e valorizzando l'apporto che giovani ricercatori, progettisti e creativi possono fornire all'interno delle imprese del settore privato in termini di innovazione e cambiamento. IRoad, riconoscendo nella formazione la principale leva di placement, ricerca, seleziona e forma - incidendo sui processi educativi e formativi con un gioco di anticipo rispetto ai fabbisogni del mondo delle imprese - giovani ad elevato potenziale preparandoli, non solo a leggere e interpretare le grandi trasformazioni in atto, ma a guidarle.

Ti aspettiamo il 17 maggio alle ore 15,30 presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano per presentarvi IRoad e per confrontarci su questi e altri temi con: Alessandro Baroncelli (Professore ordinario di Economia e Gestione delle Imprese, Università Cattolica del Sacro Cuore); Cristiana Gamba (Il Sole 24 Ore); Pietro Guindani (Vice Presidente Assolombarda e Presidente di Vodafone Italia); Matteo Levi (Fondatore di GT Factory e Responsabile del Career Service di MIB); Andrea Orlandini (Presidente di AIDP Lombardia); Giulia Ottaviani (Apprendista di ricerca in K-Laser); Giulia Rosolen (Coordinatrice di IRoad); Michele Tiraboschi (Professore ordinario di Diritto del lavoro, Università di Modena e Reggio Emilia).

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In Italia il 40% dei giovani è disoccupato mentre il 73% è inattivo. Garanzia Giovani, nonostante i cospicui investimenti economici, non ha dato i frutti sperati. Allo stesso tempo le imprese italiane continuano a lamentare difficoltà nel reperire giovani muniti di competenze adeguate a interpretare il lavoro che cambia.

La scarsa valorizzazione del capitale umano e delle competenze fa dell’Italia uno dei Paesi europei con il più elevato tasso di higher education mismatch. Ad oggi il 90% dei giovani per cercare lavoro si rivolge principalmente a parenti, amici e conoscenti.

Una situazione senza via d’uscita? No!

Numerose esperienze nord europee e statunitensi indicano che questa tendenza può essere invertita. L’Unione Europea individua nell’investimento in formazione, ricerca, sviluppo e welfare la formula vincente per supportare i giovani nei processi di crescita.

Tuttavia, ad oggi in Italia i giovani capaci di conciliare studio e lavoro sono pochissimi.

IRoad intende invertire questa tendenza e, integrando percorsi di crescita condivisi, affrontare al fianco dei giovani la sfida più interessante dei prossimi 50 anni: costruire un nuovo modo di fare università e placement.

Giovani, imprese e università sono gli artefici del nostro futuro. Questa community di creativi, progettisti, ricercatori, imprenditori e startup deve unirsi camminando lungo la medesima strada.